Eternal Love (Ten Miles of Peach Blossoms), 2017, è considerato un pilastro del genere xianxia. Nonostante gli anni, continua a godere di un grande seguito ed è tuttora amatissimo da una parte consistente del pubblico, che lo cita spesso come titolo imprescindibile del fantasy cinese.
Proprio per questo mi sono avvicinata alla visione con aspettative molto alte, alimentate dai numerosi feedback positivi. Il risultato, però, è stato più sfaccettato del previsto. Eternal Love è un drama che mi è piaciuto, sì, ma che porta con sé anche limiti strutturali e narrativi evidenti, tali da lasciarmi con sensazioni contrastanti.
Ne parliamo in questa recensione!
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Eternal Love, la trama in breve
La storia di Eternal Love si sviluppa attraverso tre esistenze e tre mondi differenti, legati da reincarnazioni, promesse divine e prove d’amore che attraversano il tempo.
Bai Qian come Si Yin: Kunlun e il Dio della Guerra
Bai Qian, volpe a nove code e figlia del Re delle Volpi, viene condotta alla Distesa di Kunlun per diventare discepola del Dio della Guerra, Mo Yuan. Per potervi accedere si presenta sotto mentite spoglie, assumendo l’identità maschile di Si Yin, il Diciassettesimo discepolo.

Gli anni a Kunlun sono segnati dall’addestramento, e da un legame profondo e privilegiato con Mo Yuan.
Questo equilibrio viene però spezzato dallo scoppio di una guerra contro il Signore dei Demoni, che culmina con il sacrificio di Mo Yuan, il quale sigilla il demone al prezzo della propria vita. La perdita segna profondamente Bai Qian, e chiude la prima grande fase della sua esistenza.
Bai Qian come Su Su: la vita mortale e l’amore con Ye Hua
Settantamila anni dopo, nel tentativo di sacrificarsi a sua volta per sigillare nuovamente il Signore dei Demoni, Bai Qian viene scagliata nel mondo mortale. Qui perde la memoria, i poteri divini e dimentica persino il proprio nome. Vive come Su Su, una semplice mortale isolata su una montagna remota.

È in questa vita che incontra Ye Hua, Principe Ereditario dei Nove Cieli, il cui aspetto ricorda in modo sorprendente quello di Mo Yuan, il Dio della Guerra.
Ignari delle rispettive identità e del legame che li unisce nel regno celeste, i due si innamorano, si sposano e hanno un figlio. La loro relazione, tuttavia, è segnata da silenzi e interferenze esterne che conducono a un tragico epilogo, culminato con la caduta di Su Su dalla Piattaforma dell’Esecuzione Immortale.
Bai Qian come Bai Qian: l’Alta Dea di Qingqiu
Dopo la caduta, Bai Qian ritorna alla sua vera forma di Alta Dea e sovrana di Qingqiu. Per liberarsi dal dolore legato alla precedente vita mortale, beve la pozione che cancella le sofferenze d’amore, perdendo ogni ricordo di Su Su e di Ye Hua.

Quando Ye Hua la ritrova trecento anni dopo, è convinto di aver finalmente riavuto accanto la donna che ama. La realtà, però, è ben diversa: Bai Qian non lo riconosce, non ricorda la loro vita insieme e, pur essendo formalmente la promessa sposa, non prova alcun sentimento per lui.
Da qui prende avvio l’ultima fase della storia, in cui Ye Hua tenta di riconquistare il suo amore mentre il passato, lentamente, torna a chiedere conto delle ferite lasciate aperte.
Eternal Love, la recensione del drama cinese
Questa è a grandi linee l’ossatura di Eternal Love. Con le sue 58 puntate, il drama è troppo ampio e stratificato per essere racchiuso in poche righe. A questo punto, vale la pena entrare nel merito e provare a capire cosa funziona e cosa no nel suo lungo arco narrativo.
Cosa mi è piaciuto: gli aspetti positivi di Eternal Love
Uno degli aspetti più riusciti di Eternal Love è senza dubbio l’universo xianxia in cui la storia è immersa. Il drama costruisce un impianto mitologico ampio, stratificato, fatto di regni celesti, clan, reincarnazioni, tribolazioni d’amore e leggi karmiche che regolano l’esistenza degli Immortali.
Al di là di qualche ingenuità visiva (la CGI è davvero brutta), il mondo narrativo è affascinante e riesce a sostenere una storia lunga, dando l’impressione di un universo abbastanza coerente e non di un semplice sfondo decorativo.
Fra le tre vite della protagonista, quella di Su Su è senza dubbio la più intensa dal punto di vista emotivo. Pur caratterizzata da evidenti problemi nella gestione della comunicazione tra i due amanti, la vicenda della Su Su mortale è riuscita a coinvolgermi e a creare empatia.
Il suo isolamento, la sua vulnerabilità, la progressiva perdita di fiducia in Ye Hua e il tragico epilogo rappresentano uno dei momenti in cui il drama riesce davvero a costruire un climax efficace.
Un altro tema che ho apprezzato molto è quello del destino e delle leggi che governano i Cieli. In Eternal Love non sono solo i mortali a essere soggetti a un ordine superiore, ma anche gli Immortali. Anzi, è proprio il loro tentativo di forzare il destino, aggirare le tribolazioni o sottrarsi alle conseguenze delle proprie scelte a generare gli esiti più catastrofici. È un aspetto interessante e potente, che restituisce agli dèi e agli Immortali una dimensione fragile e fallibile, rendendo il racconto meno consolatorio e più amaro.

E a proposito di questo, ho apprezzato tanto la storyline di Bai Fengjiu e dell’Imperatore Dong Hua. La loro relazione, sviluppata in modo graduale, cresce puntata dopo puntata, acquistando sempre più spessore e drammaticità.
È una dinamica che ho trovato più equilibrata, più coerente e paradossalmente più convincente della storia principale, al punto da diventare uno dei motivi per cui ho continuato a guardare il drama fino alla fine. La storia d’amore tra l’Imperatore Dong Hua e Fengjiu è quella che mi ha regalato le sensazioni più intense e sincere. La loro parentesi mortale e l’epilogo della vicenda rappresentano, a mio avviso, il momento narrativamente ed emotivamente più riuscito di Eternal Love.
Cosa non mi è piaciuto: gli aspetti negativi di Eternal Love
Il primo grande ostacolo di Eternal Love è il ritmo, soprattutto nelle puntate ambientata nella Distesa di Kunlun. La narrazione risulta estremamente lenta, a tratti confusa e, diciamolo senza troppi giri di parole, piuttosto noiosa. È una fase che fatica a coinvolgere e che mette seriamente alla prova la pazienza dello spettatore. Più di una volta ho pensato di abbandonare la visione, e ho resistito solo perché molte recensioni assicuravano un miglioramento con l’ingresso in scena di Ye Hua. Miglioramento che arriva, ma non senza aver già rischiato di perdere per strada una parte del pubblico.
A questo si aggiunge una gestione poco efficace dei conflitti. Eternal Love manca di un conflitto centrale capace di sorreggere l’intera narrazione. Al suo posto troviamo una costellazione di micro-conflitti che emergono, si risolvono rapidamente, spesso senza lasciare un reale senso di soddisfazione. Il risultato è una storia che raramente ha una reale tensione drammatica.


Lo stesso problema riguarda i villain. Se si esclude il Dio dei Demoni – che per gran parte del drama resta sigillato e quindi poco incisivo – gli antagonisti sono perlopiù figure femminili mosse da invidia, gelosia o rancori personali legati alla bellezza di Bai Qian o all’amore di Ye Hua. Sono personaggi poco minacciosi, prevedibili, che non rappresentano mai un ostacolo davvero memorabile.
Anche la relazione romantica nella terza e ultima parte della serie presenta diversi aspetti problematici. Il modo in cui Ye Hua si rapporta a Bai Qian, insistendo e pressandola fisicamente ed emotivamente nonostante il suo evidente rifiuto, rende la dinamica sgradevole da osservare. E’ vero, col tempo Bai Qian torna a provare sentimenti amorosi verso di lui… ma il fatto resta. Ye Hua non riconosce e non rispetta un «NO» come risposta.
C’è poi un aspetto che per me pesa molto: la personalità di Bai Qian nella sua terza vita non mi ha convinta affatto. Comprendo l’intento degli sceneggiatori, ovvero restituire l’immagine di un’Immortale antica, distaccata e irriverente. Il risultato, però, è ben diverso.
Quella che emerge è una donna fredda, dura, spesso apatica, che trascorre gran parte del tempo a bere e dormire, mostrando un disinteresse quasi totale per ciò che le accade intorno. Anche quando recupera la memoria e scopre di avere un figlio, la sua reazione resta sorprendentemente tiepida. Nel complesso, il suo atteggiamento mi è sembrato più menefreghista che enigmatico, più respingente che realmente carismatico.

Infine, le ultime quindici puntate soffrono di una lentezza esasperante e di un evidente abuso di riempitivi. La narrazione si dilata senza reale necessità e, personalmente, se non fosse stato per la storia d’amore di Bai Fengjiu e dell’Imperatore Dong Hua, non sono certa che avrei retto fino alla fine.
Il finale, poi, arriva in modo sbrigativo, quasi frettoloso, lasciando la sensazione di una chiusura tirata via dopo un percorso fin troppo lungo.
Considerazioni conclusive: Eternal love merita di essere visto?
Nonostante i limiti evidenziati, Eternal Love è un drama che, a mio avviso, merita comunque la visione, soprattutto per chi ama il genere xianxia. È una storia che si presta facilmente ad essere bingiata, capace di trascinare lo spettatore in un universo immaginifico fatto di dèi, Immortali, reincarnazioni e destini intrecciati, anche quando la narrazione procede in modo diseguale.
Al di là delle lentezze e di alcune discutibili scelte, il drama riesce a creare affezione, soprattutto grazie alle storyline secondarie e a momenti emotivamente riusciti, che compensano almeno in parte le sue debolezze. Non è un’opera perfetta né priva di criticità, ma resta un titolo emblematico del suo genere.
Consiglierei quindi Eternal Love a chi è disposto ad accettarne i difetti in cambio di un’esperienza immersiva, lunga e coinvolgente, consapevole di trovarsi davanti a un drama che affascina tanto quanto divide.
Voto: 6.5
Dove vederlo: Viki
Numero episodi: 58
Durata: 45 min.
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