I BL coreani continuano a conquistare pubblico per il loro stile riconoscibile e per il modo in cui raccontano le relazioni, spesso con toni delicati e grande attenzione alle emozioni.
Con questa Parte 4 prosegue la selezione dei migliori BL coreani disponibili in Italia, un percorso pensato per raccogliere e segnalare i titoli più interessanti del genere. Dopo le liste precedenti, è il momento di aggiungere nuovi drama da scoprire, da recuperare e da amare.
Continuiamo quindi questo viaggio tra storie romantiche e atmosfere che hanno reso i BL coreani così apprezzati.
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Unintentional Love Story, 2023 (fansub, CLAMsubita)
Quando Ji Won Young viene licenziato, per riottenere il suo posto decide di rintracciare l’artista preferito del presidente dell’azienda, Yoon Tae Joon, un vasaio che vive in una sorta di auto-esilio in una cittadina remota, dove gestisce un laboratorio di ceramica.
Avvicinandosi a Tae Joon con un secondo fine, Won Young inizia a osservarlo e a raccogliere informazioni su di lui. Col passare del tempo, però, sviluppa sentimenti sempre più profondi, che lo portano a mettere in discussione non solo le sue motivazioni, ma anche la propria identità e sessualità.
Quando Tae Joon scopre la verità, la relazione tra i due viene messa a dura prova: resta da capire se potrà sopravvivere a una menzogna così radicata.

Lo dico subito: Unintentional Love Story mi ha lasciato sentimenti contrastanti. Le prime puntate mi sono piaciute molto. Le ho trovate interessanti, ben costruite, con un ritmo piacevole e una premessa narrativa che tutto sommato funziona.
Il problema arriva con il progredire della serie. La relazione tra i protagonisti si fonda su una bugia, e questo per me è diventato rapidamente sgradevole. Won Young, a dispetto degli occhioni dolci e dei sorrisoni rassicuranti, è un personaggio che ho finito per detestare. L’ho trovato manipolatorio, opportunista e profondamente scorretto. Avrebbe avuto più occasioni di dire la verità, ma sceglie consapevolmente di non farlo. Non solo.
Alla fine, quando Tae Joon, comprensibilmente, dice di non fidarsi più di lui, Won Young riesce addirittura a passare per una vittima, sentendosi ferito dalla sfiducia del compagno! Insomma, un brutto personaggio davvero.
C’è poi un aspetto che nel 2023 trovo sempre meno tollerabile: i baci a stampo, con le bocche che a malapena si sfiorano (ep. 10). Vanno benissimo i BL delicati, misurati, anche molto soft. Ma quando la messa in scena diventa così rigida da risultare innaturale, l’effetto è solo quello di spezzare la credibilità della narrazione.
Detto questo, sarebbe scorretto liquidare il drama come fallimentare. La prima parte resta piacevole proprio per come viene impostata la storia. E nella seconda metà emerge con forza la coppia secondaria, che purtroppo ha poco spazio ma riesce comunque a brillare di luce propria. La loro storyline è più interessante, più equilibrata, e soprattutto sostenuta da una chimica autentica, quella che alla coppia principale, a mio avviso, manca.
In sintesi, Unintentional Love Story è un BL che, nel complesso, vale comunque la pena vedere. Al netto delle criticità, racconta una storia costruita con una sua coerenza interna, è ben girato, ha interpreti validi e risulta complessivamente gradevole da guardare. L’atmosfera intima, la cura visiva e alcuni momenti emotivamente riusciti rendono la visione piacevole, soprattutto nella prima parte e nelle dinamiche della coppia secondaria. Un titolo imperfetto ma non privo di qualità, che può interessare chi apprezza i BL coreani dal tono delicato e contemplativo.
The Eight Sense. L’ottavo Senso, 2023 (Viki)
L’Ottavo Senso racconta la vicenda di due studenti universitari che sviluppano una relazione forte ma tormentata.

Ji Hyun è un ragazzo timido e introverso che viene dalla campagna. Si trasferisce a Seoul per studiare all’università, ma tutto della città lo spaventa. Durante un turno di lavoro, conosce Jae Won, il più popolare degli studenti dell’ultimo anno, appena congedato dall’esercito.
La connessione tra i due è immediata, soprattutto per merito dell’esuberante Jae Won, che si propone di diventare amico di Ji Hyun. I due intessono un rapporto che si fa via via più stretto e intimo. Se da un lato Ji Hyun impara a sentirsi meno spaventato e più a suo agio nella tentacolare Seoul, acquisendo fiducia in se stesso, dall’altro Jae Won scopre la sua vera natura grazie a Ji Hyun – mostrando le sue ferite e la sua fragilità.
Entrambi i protagonisti sono ben tratteggiati e sfaccettati, ma un plauso lo merita sicuramente la complessità di Jae Won. Non solo il suo personaggio è scritto splendidamente, e tocca tematiche sensibili quali la depressione e il recupero dal trauma, ma è recitato in maniera magistrale da un giovane attore pieno di talento, Lim Ji-sub.
Inoltre, la chimica tra i due è davvero infuocata, cosa che stupisce trattandosi di uno show coreano. Il drama si caratterizza per il suo estremo realismo. Non solo nell’ambito dei BL, ma in generale sono poche le serie che sanno descrivere in modo così credibile le sensazioni di una storia d’amore. Sembra di sentirle sulla propria pelle. I piccoli gesti, le farfalle nello stomaco, gli sguardi da lontano… Il drama è magistrale nel raccontare tutto questo.
Una menzione merita la OST (stupenda la canzone The Story di Conan Gray), che accompagna splendidamente la vicenda, aggiungendovi pathos.
Per me, L’Ottavo Senso è stato il miglior BL 2023. Se siete ancora indecisi se guardarlo o no, vi consiglio di non esitare, e lasciarvi trasportare da questa bellissima storia d’amore e crescita personale.
Love in the Big City, 2024 (Viki)
Love in the Big City è stato, senza dubbio, uno dei BL rivelazione del 2024 per la maturità con cui affronta temi complessi e profondi legati all’esperienza queer. Un titolo che ha saputo distinguersi per ambizione narrativa, realismo emotivo e coraggio nel mettere in scena fragilità, identità, solitudine e relazioni imperfette.
L’ho iniziato con aspettative molto alte e, pur ritenendo che meriti a pieno titolo di far parte di questa rubrica dedicata ai migliori BL coreani, sento di doverlo dire con chiarezza: la mia è una voce fuori dal coro. Non è tra i miei titoli preferiti.

La serie segue la vita di Yeong, giovane scrittore queer nella Seoul contemporanea, attraversando anni di relazioni, amicizie, e tentativi più o meno riusciti di trovare un equilibrio emotivo. Tra amori intensi, rapporti disfunzionali e legami che si sfiorano senza mai stabilizzarsi davvero, Yeong si muove in una grande città che amplifica tanto il desiderio quanto la solitudine. È una storia di crescita e di perdita, raccontata con uno sguardo realistico e spesso spietato.
Ed è proprio qui che, per me, iniziano i problemi. La serie si trascina. A un certo punto diventa faticosa, quasi dolorosamente piatta. La sensazione è quella di assistere a una lunga ripetizione dello stesso schema: Yeong passa da una relazione all’altra e finisce sempre per sabotarle da solo. Ogni rapporto è una variazione sul tema dell’autodistruzione emotiva, e questo ciclo continuo di aspettative altissime seguite da fughe vigliacche finisce per appiattire la narrazione.
Il punto non è che il racconto sia realistico. È troppo realistico, al punto da smettere di essere coinvolgente. Diventa una sequenza di fallimenti annunciati, uno dopo l’altro, senza reale evoluzione emotiva. Ogni volta che una relazione richiede maturità, presenza, accettazione della normalità, lui scappa.
Capisco l’intento: mostrare relazioni queer senza idealizzazioni, senza facili romanticismi. Ma il risultato, alla lunga, è stancante. Non perché racconti il fallimento, ma perché lo ripete fino allo sfinimento, svuotandolo di forza narrativa.
Questo non significa che Love in the Big City sia una serie da scartare. Al contrario, resta un prodotto interessante per ciò che prova a fare e per il contesto in cui si inserisce: un BL che rifiuta la comfort zone, che non cerca di piacere a tutti i costi e che sceglie di raccontare il disagio invece della consolazione.
In definitiva, Love in the Big City è una visione che a me personalmente ha stimolato più riflessioni che emozioni. Un racconto ambizioso, imperfetto, a tratti frustrante, che lascia la sensazione di un’occasione solo parzialmente sfruttata. E forse è proprio questo, nel bene e nel male, il suo tratto più distintivo.
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