«I coreani? Gli italiani dell’Asia», parola dell’Ambasciatrice d’Italia a Seoul

Viaggio in Corea del Sud ambasciatrice Italia

Il 2 giugno scorso, in occasione del ricevimento per la Festa della Repubblica presso la Residenza dell’Ambasciatore a Hannam-dong, Seoul, l’Ambasciatrice d’Italia in Corea, Emilia Gatto, ha lanciato una definizione destinata a far riflettere: «Penso che i coreani siano gli italiani dell’Asia».

Un paragone che, a suo dire, nasce da affinità reali: la passione per la bellezza e la cultura, l’amore per il buon cibo, il calore umano, il carattere diretto e l’importanza della famiglia. Insomma, non un’analogia superficiale, ma un punto di partenza per raccontare un rapporto bilaterale che negli ultimi anni si è rafforzato in maniera significativa.

Come ha sottolineato l’Ambasciatrice, Italia e Corea non si incontrano più solo nei settori simbolo dell’immaginario collettivo — moda, cucina, musica — ma anche in ambiti strategici: cooperazione spaziale, accordi tra città, sviluppo di nuove tecnologie, progetti comuni sulla sicurezza e nell’industria della difesa.

Proprio a proposito di spazio, vale la pena ricordare un primato spesso dimenticato: nel 1964 l’Italia è stata il terzo Paese al mondo, dopo URSS e Stati Uniti, a lanciare un satellite, il San Marco 1, nell’ambito di un progetto guidato dal professor Luigi Broglio. Un traguardo che racconta bene come il nostro Paese abbia una lunga storia di innovazione scientifica e tecnologica.

Emilia Gatto ambasciatrice Italia Seoul

Non a caso, l’immagine dell’Italia nel mondo sta evolvendo. Alle celebri “tre F” che storicamente ci identificano all’estero — Fashion, Food, Furniture — si è aggiunta una nuova parola chiave: Future. Un segnale di come il nostro Paese voglia raccontarsi sempre più come partner d’innovazione, oltre che di tradizione.

Oggi esiste tra Italia e Corea una collaborazione concreta che tocca innovazione, tecnologia, scambi istituzionali e cooperazione internazionale.

Progetti che uniscono due Paesi geograficamente lontani ma, per certi versi, sorprendentemente vicini per mentalità e sensibilità. Proprio come suggerisce l’Ambasciatrice, forse la somiglianza di carattere è una delle ragioni che rendono così naturale questo avvicinamento.

FUN FACT: se seguite questo sito da molto, forse lo ricorderete. In tempi decisamente non sospetti — nel 2022 — lo avevo già raccontato come parte della mia esperienza in Corea del Sud.

Avevo messo nero su bianco le profonde similitudini tra italiani e coreani, partendo dalla conformazione geografica della Corea (una penisola, proprio come l’Italia) e dall’idea, diffusa tra molti coreani, che questo influenzi il loro carattere, rendendoli «gli italiani d’Oriente». Sentire oggi le stesse parole pronunciate dall’Ambasciatrice mi riempie di orgoglio.

Vi lascio qui l’articolo, se vi va di recuperarlo!

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