Dopo Jeffrey Dahmer, i fratelli Menendez e Ed Gein, l’antologia true crime di Ryan Murphy e Ian Brennan si arricchisce di un nuovo capitolo, questa volta interamente incentrato su una donna.
E’ stata infatti annunciata l’uscita di Monster: The Lizzie Borden Story, che arriverà su Netflix a settembre 2026 e racconterà uno dei casi irrisolti più celebri della storia americana.
In questo articolo ripercorriamo brevemente le stagioni precedenti, ricostruiamo la vera storia che sta alla base della miniserie, e vediamo tutto ciò che sappiamo finora: data d’uscita, numero di episodi, trama e cast.
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Monster su Netflix: il recap delle tre stagioni precedenti
Prima di arrivare a Lizzie Borden, facciamo un breve ripasso. Monster è un’antologia true crime ideata da Ryan Murphy e Ian Brennan. Ogni capitolo racconta una storia autonoma, con personaggi, interpreti e ambientazione differenti, ma torna sempre sulla stessa domanda. I mostri nascono tali oppure vengono prodotti dalle famiglie, dalle istituzioni e dalla società in cui vivono?
Il primo capitolo, DAHMER. Monster: The Jeffrey Dahmer Story, è arrivato su Netflix nel 2022. Nei suoi dieci episodi, Evan Peters interpreta magistralmente Jeffrey Dahmer, il serial killer che tra il 1978 e il 1991 uccise diciassette ragazzi e giovani uomini.

La serie non si limita alla biografia dell’assassino. Dedica spazio alle vittime, al razzismo e all’omofobia che contribuirono a renderle invisibili e alle gravissime omissioni della polizia. È stato il capitolo che ha trasformato Monster in un fenomeno globale, superando il miliardo di ore viste nei primi sessanta giorni.
Nel 2024 è arrivato Monsters: The Lyle and Erik Menendez Story, composto da nove episodi e dedicato ai fratelli che nel 1989 uccisero i genitori José e Kitty Menendez nella loro villa di Beverly Hills.
Cooper Koch e Nicholas Alexander Chavez interpretano Erik e Lyle, mentre Javier Bardem e Chloë Sevigny vestono i panni dei genitori. Il racconto mette a confronto le diverse versioni del caso, compresa quella dei due fratelli, che dichiararono di avere subito abusi sessuali e psicologici dal padre.
Il terzo capitolo, Monster: The Ed Gein Story, è uscito nel 2025 ed è composto da otto episodi. Charlie Hunnam interpreta in modo straordinario Ed Gein, assassino e profanatore di tombe del Wisconsin la cui storia ha ispirato in modi diversi personaggi come Norman Bates di Psycho, Leatherface di Non aprite quella porta e Buffalo Bill de Il silenzio degli innocenti.
In questo terzo capitolo della saga, Monster non racconta soltanto il criminale, ma il modo in cui i suoi delitti sono stati trasformati dal cinema in un repertorio inesauribile dell’orrore.
Chi era Lizzie Borden e che cosa accadde nel 1892
Il quarto capitolo ci porta ancora più indietro nel tempo, fino alla mattina del 4 agosto 1892, a Fall River, nel Massachusetts.
Abby Borden, seconda moglie del ricco uomo d’affari Andrew Borden, venne trovata senza vita nella camera degli ospiti al piano superiore della casa di famiglia. Circa un’ora e mezza dopo fu ucciso anche Andrew, colpito mentre si trovava sul divano del salotto. Entrambe le vittime erano state massacrate con un’accetta, anche se il caso viene quasi sempre ricordato come il duplice “omicidio con l’ascia”.
Non c’erano segni evidenti di effrazione, nessuno aveva visto estranei entrare o uscire e non sembrava esserci stato un tentativo di rapina. In casa si trovavano Lizzie Borden, la figlia trentaduenne di Andrew, e la domestica Bridget Sullivan. L’altra figlia, Emma, era fuori città.

I sospetti si concentrarono su Lizzie, anche a causa delle incongruenze nei suoi racconti sugli spostamenti compiuti quella mattina. La polizia, però, non trovò sui suoi abiti tracce di sangue significative né riuscì a dimostrare quale fosse stata l’arma del delitto. Mancavano, in altre parole, le prove materiali capaci di collegarla in modo definitivo agli omicidi.
Lizzie venne arrestata una settimana dopo e il processo cominciò nel giugno del 1893. A giudicarla fu una giuria composta interamente da uomini: alle donne, all’epoca, non era consentito farne parte. Anche i pregiudizi di genere pesarono sulla vicenda. Per una parte dell’opinione pubblica e della giuria, una donna bianca, benestante, religiosa e apparentemente rispettabile non poteva possedere né la forza fisica né la ferocia necessarie per compiere un tale delitto.
Il 20 giugno 1893, dopo circa un’ora e mezza di deliberazione, Lizzie Borden venne assolta. Nessun’altra persona fu mai incriminata e il duplice omicidio rimane ufficialmente irrisolto.
Lizzie Borden era davvero colpevole?
La risposta più corretta è semplice: non lo sappiamo.
Lizzie Borden è una donna accusata e poi assolta. Dopo il processo continuò a vivere a Fall River, ma la sentenza non fu sufficiente a restituirle una vita normale. Una parte della comunità la considerò comunque colpevole, la isolò e trasformò il suo nome in quello di una figura quasi folkloristica.

Una filastrocca popolare americana, nata dopo il processo, attribuiva a Lizzie decine di colpi inferti ai genitori. Non soltanto esagerava il numero reale delle ferite, ma definiva Abby sua madre anziché sua matrigna. Come accade spesso nei casi di cronaca più famosi, la leggenda finì per sostituire i fatti: l’imputata assolta divenne, nella memoria collettiva, “la donna con l’ascia”.
Nel corso degli anni sono state formulate molte teorie. Si è parlato di eredità, conflitti familiari, repressione, abusi e persino di una possibile relazione fra Lizzie e Bridget Sullivan, la domestica. Nessuna di queste ipotesi è mai stata dimostrata in modo conclusivo. È quindi importante distinguere la storia documentata (ossia i fatti di cui siamo a conoscenza) dalle interpretazioni che cinema, letteratura e televisione hanno costruito attorno a essa.
Monster: The Lizzie Borden Story, trama del quarto capitolo
È proprio su questo confine tra storia e leggenda che si muoverà Monster: The Lizzie Borden Story. La sinossi diffusa da Netflix presenta Lizzie come la figlia repressa di una ricca famiglia del New England e Bridget Sullivan come una domestica ribelle. Le due donne, intrappolate in una casa dominata dall’umiliazione e dalla crudeltà, cercheranno una via di fuga attraverso il desiderio, il potere e la vendetta.
La serie sembra quindi abbracciare una precisa interpretazione del caso, quella di una giovane donna soffocata dalla famiglia e dalle rigide regole dell’epoca, il cui rapporto con Bridget contribuisce a innescare una ribellione violenta. La presunta relazione sentimentale fra le due, però, non è un fatto storico accertato. È una teoria resa popolare soprattutto dal romanzo Lizzie di Evan Hunter, pubblicato nel 1984, che il nuovo Monster ha scelto di trasformare in uno dei propri fili narrativi.

Più che un’indagine televisiva alla ricerca del vero colpevole, dobbiamo dunque aspettarci una riscrittura psicologica, gotica e femminista della vicenda. I temi annunciati sono la rabbia femminile, la repressione sessuale e sociale, il denaro, il desiderio di libertà e il modo in cui una donna può essere trasformata in un’icona mostruosa.
Quando esce il quarto capitolo di Monster su Netflix (e il cast)
Monster: The Lizzie Borden Story uscirà su Netflix il 17 settembre 2026. Il quarto capitolo sarà composto da otto episodi e il primo teaser è già stato pubblicato dalla piattaforma.
A interpretare Lizzie Borden sarà Ella Beatty, figlia di Annette Bening e Warren Beatty. Dopo il debutto televisivo in Feud: Capote vs. The Swans, l’attrice affronta qui il suo primo grande ruolo da protagonista.

Vicky Krieps interpreterà Bridget Sullivan, la domestica che viveva presso la famiglia Borden e che nella serie avrà un ruolo molto più centrale rispetto a quello storicamente documentato. Charlie Hunnam, già protagonista del capitolo dedicato a Ed Gein, tornerà nei panni di Andrew Borden, il padre di Lizzie. Rebecca Hall sarà Abby Borden, la matrigna, mentre Billie Lourd interpreterà Emma, la sorella maggiore di Lizzie.
Netflix ha confermato anche la presenza di Sarah Paulson, alla quale è stato affidato un personaggio che appartiene a un’altra epoca e a un’altra storia criminale: Aileen Wuornos.
Aileen Wuornos, serial killer statunitense condannata per sei omicidi e giustiziata nel 2002, non ha naturalmente alcun legame diretto con il caso Borden. La sua presenza servirà ad allargare il racconto ad altre celebri donne accusate o condannate per omicidio e al modo in cui il true crime costruisce una genealogia dei propri “mostri”. Il cocreatore Ian Brennan ha spiegato che alcuni episodi mostreranno altre assassine entrate nell’immaginario collettivo americano.
Lizzie Borden sarà la scelta giusta per questo nuovo capitolo di Monster?
Non ci resta che attendere l’uscita della serie, il 17 settembre, per rispondere a questa domanda.
Jeffrey Dahmer, i fratelli Menendez e Ed Gein sono già entrati nella cultura popolare. Lizzie Borden rappresenta forse il caso più controverso, quello di una donna che la giustizia assolse, ma che l’opinione popolare condannò.
Il nuovo capitolo potrà quindi interrogarsi non soltanto su chi commise il duplice omicidio, ma su che cosa intendiamo quando definiamo qualcuno un “mostro”. È il crimine a produrre quella parola? È la sentenza di un tribunale? Oppure sono i giornali, le filastrocche, il cinema, l’opinione pubblica a stabilire quale versione di una persona sopravvivrà nel tempo?
La sfida di Monster: The Lizzie Borden Story sarà tutta qui: raccontare la nascita di un mito criminale senza confondere la forza della leggenda con la certezza dei fatti.
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