Atteso per anni e accompagnato da un cast stellare, il drama coreano The Scandal è finalmente arrivato su Netflix e ha immediatamente diviso il pubblico.
Con Son Ye-jin, Ji Chang Wook e Nana, una produzione sontuosa e Le relazioni pericolose come materiale di partenza, il drama aveva tutto per trasformarsi in un irresistibile gioco di seduzione e potere.
Ci è riuscito? Per quanto mi riguarda, no. E vi spiego perché.
Ami i drama? Vuoi scoprire curiosità, notizie e i dietro le quinte dall’Asia? Mi trovi qui ogni giorno:
The Scandal su Netflix: trama e origini del drama
Ambientato nel tardo periodo Joseon, The Scandal racconta il pericoloso gioco di seduzione organizzato da Lady Cho, una nobildonna intelligente e manipolatrice costretta a muoversi entro i rigidi confini imposti alle donne del suo tempo.
Lady Cho coinvolge Cho Won, affascinante libertino e seduttore impenitente, in una scommessa che finirà per trascinare nella loro rete anche Hui-yeon, una giovane vedova nota per la propria virtù. Quello che comincia come un divertimento crudele diventa presto un intreccio di desiderio, menzogne e sentimenti imprevisti.
La storia nasce dal romanzo epistolare Le relazioni pericolose di Pierre Choderlos de Laclos, pubblicato nel 1782 e adattato moltissime volte per il cinema e la televisione.

Fra le versioni più celebri troviamo Les Liaisons dangereuses di Roger Vadim del 1959, Le relazioni pericolose di Stephen Frears del 1988, con Glenn Close, John Malkovich e Michelle Pfeiffer, Valmont di Miloš Forman del 1989 e Cruel Intentions del 1999, che trasferiva la vicenda fra i ricchi adolescenti di New York.
Nel 2003, il film coreano Untold Scandal aveva già trasferito la vicenda nella società Joseon. Nel 2012, invece, il regista sudcoreano Hur Jin-ho ha diretto Dangerous Liaisons, un melodramma in costume ambientato nell’alta società della Shanghai degli anni Trenta.
La genealogia della nuova serie è quindi piuttosto stratificata. Netflix l’aveva inizialmente presentata come un adattamento di Untold Scandal, mentre il regista Jung Ji-woo ha successivamente spiegato di essere ripartito direttamente dal romanzo di Laclos. Possiamo considerare The Scandal come l’ultimo anello di una lunga catena di riscritture.
The Scandal, la recensione
Già durante la lunga attesa avevo la sensazione che The Scandal sarebbe stato una prova particolarmente sfidante per gli autori del drama.
Non bastava trasferire la trama nell’epoca Joseon. Bisognava trovare una nuova ragione per raccontarla e trasformare una storia molte volte messa in scena con successo in un drama di otto episodi, mantenendone intatte la tensione psicologica, la sensualità e la crudeltà.
L’inizio sembrava promettere bene. Il mondo dei personaggi viene introdotto con eleganza e la scommessa fra Lady Cho e Cho Won lascia intravedere un gioco pericoloso, carico di attrazione e rivalità.
Ben presto però, quella promessa comincia a dissolversi. Vediamo dunque che cosa a mio avviso non ha funzionato in questo drama.

Una lentezza che non crea atmosfera
La lentezza non è necessariamente un difetto. Esistono drama che rallentano la narrazione per costruire un’atmosfera, far sedimentare le emozioni, dare peso a ogni silenzio e a ogni sguardo.
In The Scandal, invece, ho percepito soprattutto immobilità. Abbiamo sguardi drammatici, silenzi lunghissimi e numerosi personaggi secondari che occupano spazio senza acquisire un vero peso narrativo.
La mia percezione è che, dopo un avvio abbastanza promettente, la narrazione perda progressivamente energia e diventi, diciamolo, noiosissima.
La chimica, questa sconosciuta
Uno dei problemi di questo drama è la formidabile mancanza di chimica fra i protagonisti. Un risultato piuttosto singolare per una serie che dovrebbe ruotare interamente attorno al desiderio.

Son Ye-jin, Ji Chang-wook e Nana possiedono talento e presenza scenica in abbondanza. Eppure la scrittura e la regia non riescono a trasformare le relazioni fra i loro personaggi in qualcosa di davvero vivo e pericoloso.
Manca l’elettricità nella complicità fra Lady Cho e Cho Won. Manca tensione nella seduzione di Hui-yeon. Soprattutto, manca quella sensazione che dietro ogni parola e ogni gesto si stia giocando una partita decisiva. E no, le scene di nudo non risolvono il problema.
L’erotismo non nasce automaticamente nel momento in cui gli attori si spogliano. La chimica si costruisce prima che i personaggi si tocchino, nell’attesa, nel sottotesto, nella curiosità e nello squilibrio di potere.
Qui, invece, le scene esplicite sembrano spesso inserite in modo forzato, senza far crescere davvero l’intimità. I corpi ci sono, ma in qualche modo quell’intimità mi è sembrata costruita, meccanica e ben poco appassionata e spontanea.
Una colonna sonora che distrae
In The Scandal si fa un gran utilizzo del pansori, una tradizionale forma coreana di narrazione cantata. L’idea in sé è interessante e attribuisce alla musica una vera funzione narrativa; è la sua integrazione nel racconto a non risultare particolarmente efficace.

In diversi momenti, invece di aggiungere significato a ciò che accade sullo schermo, il pansori sembra sovrapporsi alle immagini, attira l’attenzione su di sé e finisce per spezzare l’attenzione. Il risultato è un accompagnamento a tratti invadente, che rende alcuni passaggi artificiosi e dispersivi.
Il deludente finale di The Scandal
Dopo otto puntate trascinate con una certa fatica, mi aspettavo una conclusione capace di restituire almeno una parte della tensione promessa all’inizio. Al contrario, le scelte compiute dai tre protagonisti mi sono parse poco credibili e, in alcuni casi, involontariamente assurde.

*** Attenzione! Possibili spoiler nelle prossime righe! ***
È soprattutto nel finale che emerge quello che, per me, è il limite più grande di The Scandal: i protagonisti non vengono davvero travolti dal gioco che hanno messo in piedi.
Questo non significa che abbiano un lieto fine (chiaramente non è così) ma che le menzogne, le lettere e le manipolazioni non finiscono per ritorcersi contro chi le ha create. Nel romanzo di Laclos e negli adattamenti che ne conservano l’impianto tragico, la trappola si richiude progressivamente sui suoi stessi artefici. Qui, invece, il meccanismo viene disinnescato.
Faccio un solo esempio. Lady Cho soffre per ciò che accade? Certo, e ci mancherebbe. Ma la sua sofferenza rimane sostanzialmente privata. Sul piano sociale non subisce alcun vero contraccolpo. Non viene smascherata, non perde la propria posizione e il mondo non scopre mai quale ruolo abbia avuto nella distruzione di quelle vite.
C’è poi un dettaglio che rende il finale ancora più straniante. Mentre tutto intorno a lei sta andando in pezzi, Lady Cho sembra soprattutto interessata a sapere se il Re abbia apprezzato il testo che ha scritto in segreto.

Posso intuire ciò che la scena vorrebbe raccontare. Una donna costretta a nascondere il proprio talento cerca finalmente il riconoscimento che la società le ha sempre negato. Ma, collocata proprio in quel momento, la sua domanda produce un effetto quasi involontariamente assurdo: le persone muoiono, le vite vengono distrutte e Lady Cho sembra aspettare la recensione letteraria del Re!
Il problema, quindi, non è che la serie abbia modificato gli eventi del romanzo. Ogni adattamento ha il diritto di farlo. Il problema è che ha modificato proprio le conseguenze morali di quegli eventi. E senza quella spietata relazione fra azioni e conseguenze, Le relazioni pericolose perde inevitabilmente il proprio mordente.
Che cosa funziona in The Scandal?
Ovviamente, nel drama ci sono aspetti che ho apprezzato. I costumi sono meravigliosi, le ambientazioni affascinanti e la fotografia è splendida. La composizione delle immagini e la cura visiva riescono spesso a rubare la scena alla narrazione.
Anche il cast è indiscutibilmente di prima grandezza. Son Ye-jin possiede eleganza e autorevolezza, Ji Chang Wook ha il carisma necessario per interpretare un seduttore e Nana restituisce bene la fragilità composta di Hui-yeon.
Il problema non è la mancanza di talento degli interpreti. Il problema è che una confezione può essere bellissima e, allo stesso tempo, straordinariamente vuota.
The Scandal, riflessioni conclusive
Più ci penso, più credo che il limite più grande di The Scandal sia quello di aver “addomesticato” il materiale di partenza.

Nel romanzo di Laclos, le lettere non sono un semplice espediente narrativo. Sono le armi con cui i personaggi seducono, mentono, manipolano e, infine, si distruggono. La corrispondenza privata diventa la prova dei loro inganni e il gioco finisce per divorare proprio chi lo aveva creato.
Valmont e Merteuil non vengono travolti da un destino casuale, ma la loro rovina nasce direttamente dalle azioni che hanno compiuto.
In The Scandal, invece, le lettere attraversano l’intera storia senza mai “esplodere” davvero. Lady Cho non viene pubblicamente smascherata e conserva sostanzialmente la propria posizione. Cho Won, invece di essere schiacciato dal meccanismo che ha contribuito a mettere in moto, viene trasformato in una figura malinconica e romantica.
Per me, quindi, The Scandal è un elegantissimo flop. Non tanto perché sia lento, ma perché la sua lentezza non costruisce un’atmosfera. Non perché si allontani dal romanzo, ma perché le modifiche apportate ne indeboliscono il significato. E perché le scene esplicite non riescono a creare autentica tensione.
Voto: 4
Dove vederlo: Netflix
Numero episodi: 8 da 50 min. circa
I migliori contenuti in un clic
📲 Seguimi su Instagram per aggiornamenti quotidiani!
📬 Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter per non perderti i nuovi articoli e contenuti esclusivi. Entra anche tu a far parte del Pink Dragon Club!
💃 Seguimi su TikTok per tutte le News più interessanti!
🎧 Scopri il Podcast “Dentro le Storie”. Ascolta le recensioni, le mie riflessioni su tematiche di attualità, recensioni, temi sociali e tanto altro!
📘 Pagina Facebook Vale.into.drama: Scopri i nuovi articoli, i post più recenti e i contenuti più esclusivi legati a drama, Corea ed Estremo Oriente!
🫰 Gruppo Facebook Vale.into.drama: La Community: Cerchi consigli sui drama orientali? Entra nella nostra Community e condividi la tua passione con migliaia di altri fan.
✈️ Gruppo Facebook Viaggiare in Corea con Vale.into.drama: il gruppo dedicato a chi sogna, organizza o ha già vissuto un viaggio in Corea del Sud. Consigli, dritte, itinerari, curiosità in un unico posto!
👥 Unisciti al Canale Telegram per avere un contatto diretto con me e discutere insieme delle ultime novità.
🧵 Threads: Commenti rapidi sulle News dall’Asia. Seguimi su Threads!
Vuoi guardare un capolavoro? Leggi qui!



Lascia un commento