Appuntamento con un coreano: tra realtà e kdrama

Appuntamento con un coreano cosa aspettarsi

Partiamo da una constatazione che sulle prime mi ha lasciato piuttosto frastornata: trovare coreani coi quali uscire per un appuntamento è facilissimo. Io già mi immaginavo di dover passare lunghe serate noiose chiusa in casa da sola, e invece mi sono ritrovata a non saper come gestire centinaia di richieste di contatto dopo soli due o tre giorni dal mio arrivo.

Ho dovuto scremare piuttosto ferocemente per riuscire a controllare la situazione. Mi sono data dei criteri di selezione molto rigidi, e dopo un po’ di chiacchiere preliminari ho deciso di uscire con alcuni di loro. Ovviamente (mi sembra quasi superfluo dirlo), qui di seguito elencherò una serie di riflessioni che sono il frutto della mia esperienza e di primissime impressioni. Prossimamente cercherò di approfondire e verificare se sono corrette oppure no.

Com’è uscire con un coreano? E’ come vediamo nei kdrama, oppure la realtà si prospetta diversa? Cerchiamo di scoprirlo insieme…

Il primo approccio con un coreano: freddo e formale

Una volta stabilito luogo e ora dell’appuntamento, i coreani che finora ho incontrato si sono rivelati puntuali e attenti. Mandano messaggi, chiedono se stai arrivando, se hai trovato la strada, se hai bisogno d’aiuto. Tuttavia, nel momento del primo incontro, quando noi italiani ci stringeremmo la mano o addirittura ci daremmo un bacio sulla guancia, loro rimangono impassibili. A malapena guardano negli occhi.

In realtà ero preparata a questo tipo di approccio. Sappiamo tutti che i coreani hanno un rapporto molto particolare con la skinship, quindi non mi sono stupita più di tanto. Quello che mi ha lasciato più disorientata è stato il loro atteggiamento imperscrutabile: è davvero difficile capire cosa pensano, se al primo impatto gli siamo piaciuti oppure no, e questo inizialmente mi ha messo sotto pressione. Inutilmente, come spiegherò dopo.

I coreani fanno domande che noi non ci aspettiamo

Avevo già letto online e visto video su questo argomento, e posso confermare che è vero. Al primo appuntamento i coreani chiedono cose che per noi sono bizzarre o addirittura poco educate. E lo fanno a bruciapelo.

La prima è sicuramente sull’età: vogliono sapere precisamente in che anno sei nata. Loro dicono: per capire come comportarsi. Io vi assicuro che, a seconda della risposta, nei loro occhi passano tutta una serie di ragionamenti spietati. Un tipo mi ha detto, accompagnando le parole con gesti enfatici spaventosi: «Qui, superati i 30 sei considerata merce scaduta!» Brividi sulla schiena e 10 minuti dopo ero in metropolitana verso casa.

Una delle più comuni, che viene fatta quasi subito, è «Bevi? Quanto riesci a reggere?» Domanda alla quale – pensateci – non è così facile rispondere, a meno che non siate astemi. Io ho imparato a dire un diplomatico: «Mi piace bere quando sono con gli amici, ma non così tanto», che non vuole dire assolutamente niente ma a loro pare andare bene. Quel not so much è la chiave giusta per apparire ‘cute’. (Sappiate che apparire ‘cute’ qui è fondamentale.)

Un’altra domanda è sul gruppo sanguigno, che pare sia fonte di vitali informazioni. Io glielo dico, loro rispondono con un ponderato «Aaah», annuiscono per alcuni secondi, poi pretendo di sapere il loro. (Ragazzi, se i coreani sono indagatori, perché non dovrei esserlo io?)

Domanda seguita subito dopo dal tipo di personalità basato sul MBTI test. Anche qui, sono arrivata preparata: prima della partenza avevo fatto un test online perché conoscevo la loro ossessione. Loro però adorano indovinare, e io glielo lascio fare. Ammetto che finora sono stati tutti piuttosto bravi ad azzeccare la mia personalità, il che è un punto a loro favore.

I coreani sono gentili e premurosi. MA…

Ho sperimentato (con mio grandissimo piacere) alcune situazioni da kdrama. Un esempio: io e il ragazzo con cui sono uscita stiamo camminando in mezzo alla strada di sera, c’è molta gente, e lui vuole evitare che io venga urtata da altri. Anziché prendermi per il braccio (ah, splendori e miserie della skinship!), mi tira delicatamente la manica della camicetta. E’ stato davvero tenero. Ma chiediamocelo: è stato tenero lui, o sono le decine e decine di kdrama che abbiamo visto ad averci fatto il ‘lavaggio del cervello’?

Appuntamenti coi coreani coppie internazionali

Altro esempio, con un ragazzo diverso. Stiamo cercando un locale dove cenare (alle 17.30!) Lui guarda la mia borsa e chiede: «E’ pesante? Vuoi che te la porti io?» Ovviamente ho declinato, ma dentro di me l’ho anche ringraziato perché mi ha fatto sentire in una serie TV coreana.

I piccoli gesti gentili che fanno sono tanti: dallo scartare la cannuccia e porgerla al darti il primo boccone di cibo, dal controllare che la sedia su cui siederai sia pulita al chiedere costantemente «Hai mangiato?» Sono davvero pieni di attenzioni. E pagano senza fare una piega, in un modo molto signorile che fa sentire che la galanteria non è morta.

… ma non sono i protagonisti di un kdrama!

Ragazze, se vi aspettate che le cose accadano come nei kdrama, ve lo dico dal profondo del cuore: abbandonate questa illusione! Soprattutto: dimenticate la regola dell’undicesimo episodio, quella secondo la quale tutto avviene a una lentezza struggente e sognante, languida e delicata, e il vostro cavaliere vi farà sospirare per sfiorarvi anche solo con un dito. Non è proprio così.

Appena si sentiranno meno a disagio (il tempo di una birra), faranno sfoggio di una straordinaria faccia tosta. Non conto i complimenti sfacciati, i «ti amo» al primo appuntamento, le allusioni al matrimonio, le proposte di trasferimento Seoul-Europa e via discorrendo.

Il tutto terminato, a fine serata, con una ‘casuale’ passeggiata davanti a un albergo… Alla mia richiesta di spiegazioni, la risposta è stata: «Non fraintendere (!), non c’è nessun secondo fine nel dormire assieme. E’ solo un modo di passare più tempo con te».

Inutile aggiungere che il tipo è stato lasciato in mezzo alla strada. Da solo. E non parlo di un caso isolato.

Essere donne straniere in Corea del Sud

Molto dipende dalla concezione che gli uomini coreani hanno della donna occidentale. E’ radicato nel loro cervello che noi siamo molto più libere – e con ‘libere’ intendo proprio quello.

Ora, facciamo un passo indietro. Non c’è ragazzo che io abbia incontrato che non mi abbia detto quanto io rispecchiassi i suoi canoni estetici. Uno citava i miei occhi grandi, l’altro il mio volto piccolo, l’altro ancora la forma del mio cranio (giuro!). Questo per farvi capire che è inutile farsi paranoie sul nostro aspetto: in quanto occidentali, in linea di massima noi ai coreani piacciamo.

Se a questo uniamo il pregiudizio che hanno sul fatto che siamo ‘prede facili’, ne esce un mix piuttosto esplosivo. Passato il primo momento di nervosismo e soggezione, metteranno in campo tutte le loro arti seduttive, e non si faranno scrupoli a dirci ogni stupidaggine sdolcinata e romantica sapendo di far colpo, pur di raggiungere il loro obiettivo. Che è solo quello di portarsi a letto una straniera.

Incontrare coreani coppie miste appuntamenti al buio

Non sto dicendo che tutti i coreani sono così ma la maggioranza, sì. Se venite in Corea del Sud vi divertirete molto. Ma fatelo consapevolmente, questo è il mio consiglio.

Appuntamenti con un coreano: com’è cambiato il mio atteggiamento

Ho intenzione di dedicare altri articoli a questo argomento, sia perché c’è molto da dire sia perché suscita sempre interesse. Prima di concludere, però, vorrei aggiungere una cosa. Benché sia poco tempo che frequenti coreani, il mio atteggiamento nei loro confronti è già decisamente cambiato.

Nei primissimi appuntamenti il mio giudizio era fortemente influenzato dalla ‘fantasia’ dei kdrama. Pensavo che il ragazzo che avevo davanti fosse l’immagine di un personaggio di finzione: gentile, generoso, galante, ammantato di buone intenzioni. Ogni cosa mi stupiva e mi emozionava in maniera fin troppo manifesta, ed ero come una bambina in un negozio di caramelle.

Le prime docce fredde sono servite a svegliarmi. La prima incauta passeggiata davanti a un hotel mi ha aperto gli occhi. I primi disastrosi appuntamenti mi hanno decisamente riportato coi piedi per terra. I coreani non hanno bisogno di essere trattati coi guanti, anzi. Più passa il tempo e meno sono gentile con loro. Un ragazzo pochi giorni fa mi detto una cosa che mi ha fatto molto ridere: «Volevo uscire con una straniera, ma mi sembra di essere con una ragazza coreana!» Per me è stato un gran complimento!

In parole povere (perdonatemi per ciò che sto dicendo e che va contro anni e anni di educazione sentimentale), sono diventata scostante, irritabile, pretenziosa ed estremamente diretta. Cerco di metterli in difficoltà ogni volta che posso. Perché, ragazze, se una cosa da questo articolo – una sola – dovete imparare, che sia quella che vi sto per dire adesso. Ascoltate bene.

I coreani mentono

Se c’è una cosa che (sempre generalizzando) i coreani fanno tantissimo è mentire. Mentono su una gran quantità di piccole e grandi cose, e io che sono una persona iper-vigile, li ho sgamati spesso e volentieri.

Esempio? Ero insieme a un ragazzo e lui stava al telefono. Gli dico: «Cosa fai sempre col telefono in mano?» (ricordate? Bisogna essere petulanti, assillanti e rompiscatole). Lui si imbarazza, sorride, boccheggia come un pesce e mi dice, con notevole faccia di bronzo: «Ma no! Stavo cercando sulla mappa un posto dove portarti a cena!» Peccato che, nel movimento che ha fatto per spegnere la schermata, io abbia visto che stava chattando su KakaoTalk.

Ovviamente non ho detto nulla, ma l’ho notato. Come questo, potrei fare decine di esempi. Mentono su tutto. Da quello che fanno durante il giorno al lavoro, a quello che provano per noi. Ma perché mentono? Io non ho una risposta precisa. L’unica risposta che posso darvi, la migliore che io abbia mai trovato a questa domanda, è contenuta nel vecchio (e bellissimo) film Sciarada. Vi lascio questo magnifico scambio di battute tra Audrey Hepburn e Cary Grant, che spero come me troverete illuminante.

«Ma perché gli uomini mentono?», chiede lei.

«Perché credono di ottenere con le bugie qualcosa che la verità non gli potrà mai dare».

Sciarada, 1963

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8 risposte a “Appuntamento con un coreano: tra realtà e kdrama”

  1. Ti seguo con molto interesse in questo tuo viaggio. Non penso che andrò mai in Corea ma viaggio spesso con la mente. Mi fa piacere leggere ciò che ho immaginato sui Coreani e mi è venuto in mente il film I Vitelloni, di un po’ di tempo fa. La citazione finale ha chiuso il cerchio. Sono curiosa di sapere le tue prossime impressioni e soprattutto grazie per condividerle <3

  2. Grazie per il tuo commento.
    Sì, direi che il film I Vitelloni è particolarmente pertinente, anche se qui manca quell’allure sfrontata del maschio italiano e quell’atteggiamento ruspante che in qualche modo rendevano accattivante il personaggio del ‘vitellone’.
    Le barriere culturali e gli atteggiamenti sono davvero diversissimi, ma ho colto cosa vuoi dire, e condivido.

  3. Grazie per questo articolo mi chiedevo ,invece, gli uomini più attempato…come me …che atteggiamento hanno? Sono più legati alla loro cultura e meno influenzati dai kdrama!!!nei film vengono rappresentati o violenti o dei ” sottoni ” rispetto le mogli… grazie e buo lavoro

    1. Mi fai una domanda alla quale trovo difficile rispondere, se non con notizie parziali e di seconda mano.
      Le uniche cose che so degli uomini più ‘agé’, diciamo così, mi sono state dette da coreani più giovani che parlavano dei loro padri o conoscenti, e sono state queste: che sono persone severe, esigenti, poco aperte e poco propense al dialogo.
      Mi è stato anche detto: «Dopo i 50 anni, diventano tutti così», ma sono sicura che – se un fondo di verità c’è – si tratta pur sempre di una generalizzazione.
      Spero, andando avanti, di raccogliere più notizie! 🙂

  4. Mi domandavo quanto sia radicato l’ appuntamento al buio e quanto incida nella società Coreana. Nei Drama si vede spesso incontri spinti da famiglie , spero che sia solo fantasia , addirittura cataloghi con estrazioni sociali per la scelta adeguata del compagno/a.

    1. In realtà, come ti ho scritto sulla Pagina FB, il fenomeno del ‘sogaeting’ (소개팅) o appuntamento al buio è ampiamente radicato nella società coreana. Io sono solo in visita, quindi le informazioni che posso darti sono “di seconda mano”, però so di per certo che è qualcosa che fa parte della loro cultura. Non lo giudicherei severamente… in fondo, per moltissimo tempo, lo abbiamo praticato anche noi 😉

  5. Molto interessante articolo io da poco che seguo kpop e kdrama.
    Da poco ho accettato amicizia di un ragazzo coreano di 33 anni molto carino , abitava a busan che dicie che si è strasferito agli stati uniti x lavoro , vi dico solo che da 1 mese che mi dice che li piaccio e che accetto di essere sua fidanzata, mi ha colpito il suo essere gentile ed educato e religioso però sempre io sono sempre allerta mi chiede o se una cosa normale che fa così a volte mi sento confusa . Help

  6. […] sempre sostenuto che i kdrama avessero creato in noi appassionate delle aspettative irragionevoli (specie qui, dove vi racconto com’è davvero uscire con un coreano). Tuttavia c’è […]

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