Un tranquillo impiegato, una figlia scomparsa e un passato da agente segreto che sarebbe stato decisamente meglio non risvegliare. Agent Kim Reactivated, il nuovo kdrama action con So Ji-sub, parte da una premessa semplicissima e la trasforma in dieci episodi di combattimenti, comicità e sentimento.
Tratta dal webtoon Manager Kim, la serie non ha grandi pretese. Vuole intrattenere, e per gran parte del tempo ci riesce molto bene. In questa recensione vi racconto la trama senza spoiler e vi spiego perché, nonostante una seconda parte meno compatta, per me è stata una delle sorprese action più piacevoli dell’estate Netflix.
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Agent Kim Reactivated: la trama in breve
Il signor Kim (interpretato da So Ji-sub) è un tranquillo impiegato di banca rimasto vedovo, che ha cresciuto da solo la figlia adolescente Min-ji. E’ un padre buono, ma remissivo, poco autorevole e decisamente poco “figo”.

Quello che Min-ji non sa è che dietro quell’aria innocua si nasconde un ex agente segreto, coinvolto in passato in pericolose operazioni. Kim si è ritirato da anni e conduce una vita anonima proprio per proteggere la figlia e tenere nascosta la propria identità.
La situazione precipita quando Min-ji viene presa di mira a scuola dalla figlia viziata di Ju Gang-chan, un potente uomo d’affari legato alla criminalità. Le prepotenze si trasformano presto in qualcosa di molto più grave e la ragazza scompare.
A quel punto il mite signor Kim torna a essere l’agente Kim. Per ritrovare la figlia si rivolge ai suoi due vecchi compagni: Sung Han-soo, maestro di taekwondo, e Park Jin-cheol, ex militare costruito come una specie di carro armato umano. Entrambi sono letali, entrambi sono padri di famiglia e, quando si ritrovano insieme, diventano anche i due adorabili idioti ai quali è affidata gran parte della comicità della serie.
Agent Kim Reactivated, recensione
In questo drama tutto è deliberatamente sopra le righe, come accade spesso nei webtoon d’azione. Una volta accettata questa regola, Agent Kim diventa una visione estremamente piacevole.
Le scene d’azione sono frequenti, energiche e ben coreografate. La regia conserva qualcosa del linguaggio visivo del fumetto, soprattutto nella costruzione degli scontri e nella rappresentazione quasi sovrumana delle capacità dei protagonisti.
So Ji-sub possiede la presenza necessaria per rendere credibili entrambe le identità di Kim: il padre impacciato, dimesso e quasi invisibile, e l’ex agente capace di trasformarsi in un’arma letale appena qualcuno minaccia sua figlia.

A impedire che la serie diventi soltanto una lunga successione di combattimenti contribuiscono soprattutto i rapporti tra i personaggi. Quello tra padre e figlia, Kim e Min-ji, rappresenta il nucleo più forte della storia. Kim non torna in azione perché prova nostalgia per la sua vecchia vita, ma perché la persona che ama di più è in pericolo.
Molto riuscita è anche l’intesa tra Kim, Han-soo e Jin-cheol. I tre combattono con una coordinazione quasi sovrumana e, un istante dopo, tornano a comportarsi come vecchi amici incapaci di prendersi troppo sul serio.
I tre uomini, poi, hanno una chimica naturale. le loro battute alleggeriscono l’azione senza trasformare il drama in una parodia. È proprio questa alternanza tra combattimenti esasperati, amicizia e comicità a dare ad Agent Kim Reactivated una personalità ben precisa.

Una seconda parte meno convincente
Non tutto, però, funziona allo stesso livello. La prima parte, incentrata sulla scomparsa di Min-ji e sulla sua ricerca, è più compatta, immediata e coinvolgente.
Nella seconda entrano in gioco organizzazioni segrete, vecchi nemici e questioni irrisolte legate al passato dei protagonisti. La storia si allarga, si sfilaccia, perde in parte la forza della sua premessa iniziale. Alcuni antagonisti risultano meno convincenti di quanto promettessero al loro ingresso in scena.
Diciamo che è meno convincente, ma questo non basta a rovinare il drama.

Il pubblico coreano ha risposto in maniera impressionante. Il finale ha raggiunto il 23% di share nazionale e tutti e dieci gli episodi hanno conquistato il primo posto nella propria fascia oraria. Numeri notevoli, soprattutto per un action trasmesso dalla televisione generalista in un periodo dominato dalle piattaforme streaming.
Agent Kim Reactivated, riflessioni conclusive
Nel complesso, Agent Kim Reactivated è stata una visione più che piacevole. È un drama esagerato, divertente e ben recitato, che possiede ritmo, ottimi combattimenti, personaggi ai quali è facile affezionarsi e una componente emotiva abbastanza solida da dare peso all’azione.
Insomma, la serie sa che cosa vuole essere e mantiene ciò che promette. Per me, uno dei drama coreani più riusciti dell’estate!
Voto: 8+
Dove vederlo: Netflix
Episodi e durata: 10 ep. da 70 min. circa
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