The Red Sleeve, recensione del drama storico con Lee Junho (2021)

The Red Sleeve recensione drama storico Lee Junho Viki 2021

The Red Sleeve è indubbiamente uno dei drama storici coreani più popolari e amati degli ultimi anni. Ho impiegato molto tempo a vederlo, perché non sono un’amate dei sageuk. Quando ho trovato la voglia di iniziarlo, è stata una piacevole sorpresa. The Red Sleeve è una serie che coinvolge subito – emozionante e ben fatta.

Tuttavia, è anche un drama imperfetto, che nella seconda metà perde parte della sua forza e lascia lo spettatore con più di una frustrazione. Ne parliamo approfonditamente in questa recensione.

Ambientato durante la dinastia Joseon e ispirato a una storia realmente accaduta, The Red Sleeve racconta la relazione tra Yi San, principe ereditario destinato a diventare Re, e Seong Deok-im, una dama di corte intelligente e indipendente.

Il drama si basa sulla figura storica del Re Jeongjo e della sua concubina Uibin Seong, una dama di corte che, secondo le fonti, rifiutò più di una volta di entrare a far parte della famiglia reale, rendendo il loro legame tanto insolito quanto affascinante.

The Red Sleeve recensione Viki 2021

Tra intrighi politici, rigide gerarchie e un sistema che non lascia spazio alla libertà individuale, i due sviluppano un rapporto intenso ma segnato fin dall’inizio da una forte tensione. Lui può avere tutto, tranne una cosa: la libera scelta di lei.

La prima parte del drama è estremamente riuscita e coinvolgente. Il racconto è vivo e i personaggi brillano. Deok-im (interpretata da Lee Se-young) è una protagonista femminile atipica. Brillante, ironica, piena di iniziativa. Ha un carattere vivace, capace di tenere testa al principe senza timore.

Il principe ereditario Yi San, interpretato da un eccellente Lee Junho, è intenso e profondamente umano. La loro dinamica funziona perché è piena di energia. Battibecchi, equivoci, curiosità reciproca. Il drama in questi primi episodi dà il meglio di sé.

The Red Sleeve 2021 trama recensione Viki

A questo si aggiunge una produzione impeccabile. I costumi sono sontuosi e le scenografie magnifiche. La corte Joseon è resa con grande cura, e il senso di immersione è totale.

Con il passare degli episodi, la storia tende a farsi più cupa e ripetitiva. Se inizialmente il rifiuto di Seong Deok-im ha una sua forza e appare come una scelta consapevole di autonomia in un sistema che non lascia spazio alla libertà femminile, col tempo quella posizione perde progressivamente di senso.

Il rifiuto di Deok-im: da scelta forte a meccanismo ripetitivo

Il problema non è tanto il rifiuto in sé, quanto la sua reiterazione, che diventa episodio dopo episodio sempre più stancante da vedere. Quali sono davvero le motivazioni di Deok-im? Il drama non le chiarisce mai fino in fondo, o ne dà una spiegazione poco convincente.

Non potendo aspirare a un amore esclusivo da parte del principe, la protagonista dice di volervi rinunciare per restare tutta la vita una dama di corte, tra faccende domestiche assieme alle sue amiche. Questo è l’orizzonte che lei difende con tanta ostinazione per tutto il drama.

A questo si aggiunge un altro elemento, ancora più problematico: l’ambiguità dei suoi sentimenti verso Yi San. Anche dopo anni passati assieme, Yi San arriva a chiederle se lei lo abbia mai davvero amato. E la domanda non suona fuori luogo. Anzi, è esattamente quella che si pone anche lo spettatore.

The Red Sleeve drama finale

La cosa più sconvolgente è la risposta che lei gli dà, proprio sul letto di morte: «Fammi un piacere, se dovessimo incontrarci nella prossima vita, fa’ finta di non conoscermi.»

In quel momento, da spettatrice, mi si è spezzato il cuore pensando al dolore che Yi San deve aver provato.

Altre cose che non mi sono piaciute in The Red Sleeve

Tra le altre cose che non mi sono piaciute del drama, ecco un elenco di pensieri sparsi:

  • C’è un enorme salto temporale che taglia completamente tutti i momenti felici della loro vita insieme. Non dico che gli sceneggiatori avrebbero dovuto dilungarsi, ma avrebbero almeno potuto mostrarne una parte. Credo che questo sarebbe stato importante per rendere credibili i sentimenti di lei verso il principe.
    Il drama è molto lungo e contiene diverse scene poco rilevanti. Sacrificare qualche passaggio secondario per dare spazio alla loro felicità coniugale sarebbe stato a mio avviso più utile nell’economia della narrazione.
  • Davvero fastidiosa per quanto mi riguarda la scelta di scegliere per la parte della prima concubina un’attrice di 11 anni.
    Capisco che è storicamente accurato e riconosco che non ci sono scene inappropriate o intime, ma l’ho trovata comunque una scelta molto disturbante. Che poteva essere facilmente evitata, ad esempio, scegliendo un’attrice più grande che dimostrava meno anni.
  • La sottotrama della setta delle dame di corte è a mio avviso del tutto scollegata dal tono generale, poco credibile e quasi grottesca. Una deviazione narrativa che aggiunge poco al drama e stona molto.

A parte la bellezza delle puntate iniziali, ci sono stati degli aspetti che ho decisamente apprezzato in The Red Sleeve, legati soprattutto alle cosiddette side stories, cioè alle sottotrame, spesso più compatte e coerenti rispetto alla trama principale.

The Red Sleeve drama villain

In particolare ho amato:

  • La tragica storia della Capo delle Dame di Corte Jo.
    Per me, una delle sequenze più forti dell’intero drama. Quando si scopre il suo passato e il legame con il Re, la sua figura cambia completamente. Non è più solo una villain, ma una donna consumata da un amore mai corrisposto e da un rancore coltivato per tutta la vita.
    Il momento in cui il Re le chiede scusa (riconoscendo di aver approfittato dei suoi sentimenti solo perché poteva farlo) è potentissimo. Così come estremamente forte è la pretesa finale della Dama Jo: vedere sul volto del Re lacrime sincere e un vero rimorso.
    Il gesto estremo che compie davanti a lui, seguito dal pianto del Re sul suo corpo, chiude il suo arco narrativo in modo tragico e bellissimo. È una scena che mi ha colpito tanto: pur essendo un personaggio negativo, ho sentito tutto il suo dolore.
  • Hong Deok-ro: l’ambizione che divora
    Anche la sua parabola è tra le più riuscite. Deok-ro è un personaggio viscido, ambiguo, spesso sgradevole, ma mai banale. Non è un villain puro, è un uomo che ha capito perfettamente le regole del potere e decide di giocarle fino in fondo.
    La sua vicinanza al principe ereditario non nasce dalla lealtà (o, almeno, non solo da quella), ma da un’ambizione lucida e spietata: essere indispensabile per ottenere sempre di più. Ed è proprio questa tensione a renderlo interessante.
    Il suo arco narrativo è chiaro: ascesa, manipolazione, perdita di controllo e caduta. In lui non c’è romanticismo, solo calcolo, l’animo di un uomo che arriva a credersi onnipotente. Ed è questa, alla fine, la sua condanna.

Complessivamente, The Red Sleeve mi è piaciuto, anche se non lo considero il capolavoro che molti ritengono. Se penso ad altri sageuk che ho amato di più, mi vengono subito in mente My Dearest o Mr. Queen, due serie molto diverse tra loro, ma entrambe dotate di quel quid in più.

Anche il finale di The Red Sleeve mi ha lasciata un po’ fredda. È chiaramente pensato per consolare lo spettatore (quell’idea di ritrovarsi altrove, in un’altra vita o forse in sogno) ma è a mio avviso una soluzione un po’ blanda.

Eppure, nonostante i suoi limiti, il drama mi ha intrattenuto, mi ha fatto sorridere nella prima parte, mi ha emozionato, in alcuni momenti mi ha fatto piangere a dirotto e, in altri, anche arrabbiare. E questo, alla fine, è qualcosa che non posso ignorare. Le interpretazioni degli attori, poi, sono ottime e tutto il comparto tecnico è di altissimo livello: fotografia, costumi, scenografie contribuiscono a costruire un prodotto visivamente curatissimo.

The Red Sleeve non sarà perfetto, ma resta un drama che vale assolutamente la pena vedere.

Voto: 7
Dove vederlo: Viki
Numero e durata episodi: 17 ep. da 1h 20 min.

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